Dove si trova l’Isola di Pianosa e perché è così speciale?
A circa 7,5 miglia marine (13 chilometri) di navigazione da Marina di Campo spunta dal mare il profilo inconfondibile di Pianosa. Tra le meraviglie del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, questa è l’isola più piatta in assoluto (da qui il nome): il suo punto più alto non supera infatti i 29 metri, creando un contrasto visivo straordinario con il blu intenso dell’acqua e le montagne delle isole vicine.
La storia di Pianosa è lunga e, in alcuni tratti, oscura. È stata una colonia penale dal 1858 fino al 1998, quando l’ultimo detenuto ha lasciato l’isola e il carcere è stato chiuso, riconsegnandola al silenzio e alla natura. Oggi è aperta al pubblico ma a numero chiuso: c’è un solo hotel (aperto dal 1° aprile al 15 ottobre) e una piccola comunità residente, anche se molto ridotta (attualmente, le persone che vivono stabilmente sull’isola sono in totale una decina). Ci si arriva solo con visite organizzate la mattina per poi ripartire nel pomeriggio, lasciando l’isola esattamente come la si è trovata.
Accesso regolamentato: come funziona il sistema di ingressi
📷 Foto: Matteo Vinattieri /Wikimedia Commons – Cala del Porto Romano Pianosa (CC BY-SA 3.0)
Pianosa non si raggiunge in autonomia. La gestione degli accessi è affidata al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che fissa una quota massima giornaliera di visitatori per proteggere l’ecosistema dell’isola. Per organizzare la gita, è necessario rivolgersi agli operatori autorizzati direttamente sul sito ufficiale Islepark.it, dato che i numeri e le disponibilità possono cambiare di anno in anno.
Se desideri visitare l’isola devi acquistare un ticket per l’area protetta oltre a quello del traghetto, il cui costo contribuisce alla conservazione e manutenzione del parco. C’è poi una regola d’oro da sapere: il bagno in mare è permesso solo sulla spiaggia di Cala Giovanna. Se invece vuoi esplorare l’interno dell’isola, devi per forza essere accompagnato dalle guide ufficiali del Parco o dai tour operator convenzionati.
Regole e divieti: cosa non fare a Pianosa
Pianosa funziona secondo un principio semplice: ci si porta via tutto quello che si è portati, compresi i rifiuti, e non si porta via nient’altro. Le regole principali sono:
• Divieto assoluto di raccolta di qualsiasi elemento naturale o storico (flora, fauna, reperti, pietre).
• Vietato lasciare rifiuti (compresi i mozziconi di sigarette). Tutti i rifiuti devono essere riportati in Continente.
• Ai cani è consentito l’accesso solo nell’area del paese. E’ consentito l’accesso su tutta l’isola (nell’ambito delle visite guidate) ai cani guida per non vedenti.
• Non consentito l’accesso autonomo con imbarcazioni private alle zone riservate.
Come arrivare a Pianosa dall’Isola d’Elba
📷 Foto: Pietro Valocchi /Flickr – Pianosaa (CC BY-SA 2.0)
Le barche per le escursioni partono da Marina di Campo, sul versante sud dell’Elba. La traversata dura circa 40 minuti e i biglietti degli operatori convenzionati includono già il ticket d’ingresso del Parco.
Le escursioni sono attive tutto l’anno, con frequenza e disponibilità variabile a seconda della stagione. In piena estate i posti si esauriscono rapidamente: ti consigliamo di prenotare con qualche settimana di anticipo per non rischiare di rimanere a terra.
Cosa vedere a Pianosa in un giorno: itinerario
📷 Foto: Matteo Vinattieri /Wikimedia Commons – Scoglio del Marzocco e Isola della Scola da Pianosa (CC BY-SA 3.0)
Una giornata a Pianosa si divide tra mare e passeggiate. Ecco le quattro tappe che non puoi assolutamente perdere:
Cala Giovanna: la spiaggia simbolo
Il punto d’approdo e di riferimento per il relax è Cala Giovanna. Si tratta della spiaggia simbolo dell’isola, l’unica spiaggia accessibile ai visitatori, celebre per la sua sabbia dorata e per i fondali marini intatti.
Nelle aree consentite sono disponibili gite per praticare snorkeling autorizzato, un’occasione imperdibile per ammirare da vicino le fitte praterie di Posidonia oceanica, vero e proprio polmone verde del Mediterraneo, e la ricchissima fauna marina che popola questa splendida area protetta.
L’ex carcere di Pianosa: tour guidato
Questo è il punto che distingue Pianosa da qualsiasi altra escursione dell’Arcipelago. Il complesso penitenziario (dalle celle del regime ordinario ai padiglioni del 41-bis, il regime di massima sicurezza) è visitabile con guide ufficiali e racconta settant’anni di storia italiana con una concretezza che nessun libro riesce a restituire. Qui furono detenuti esponenti di Cosa Nostra, tra cui Totò Riina nei periodi successivi alla stagione delle stragi. Le mura, le recinzioni, i cortili chiusi sono ancora tutti al loro posto: solo le persone non ci sono più.
Il borgo e la villa di Agrippa
Oltre alla storia moderna, l’isola nasconde tesori dell’archeologia romana. Spicca l’itinerario che conduce ai resti della sfarzosa villa romana di Agrippa Postumo, nipote dell’imperatore Augusto che fu esiliato proprio qui. I mosaici e le strutture affacciate sul mare testimoniano ancora oggi lo splendore di quella dimora imperiale.
Le strade bianche e la macchia mediterranea
Puoi percorrere la rete di strade sterrate dell’isola a piedi o noleggiando una mountain bike sul posto. È il modo migliore per immergersi nei profumi della macchia mediterranea, tra lentisco, piante selvatiche e fioriture di orchidee. E se guardi il cielo, potrai avvistare uccelli rari come il falco della regina o la berta maggiore.
Snorkeling e attività in mare a Pianosa
I fondali di Pianosa sono una riserva di biodiversità marina incredibile. Le immersioni e lo snorkeling guidato permettono di nuotare a stretto contatto con grandi cernie brune, murene, polpi e banchi di ricciole che si muovono sopra le praterie di posidonia. Data la classificazione di massima protezione, è severamente vietato l’ancoraggio libero di qualsiasi imbarcazione privata nelle acque protette.
Se decidete di immergervi, ricordate di portare con voi maschera, pinne e una muta leggera: le correnti marine mantengono le acque fresche anche in piena estate.
Informazioni pratiche per organizzare la gita
📷 Foto: Matteo Vinattieri /Wikimedia Commons – Costa occidentale Pianosa (CC BY-SA 3.0)
• Quando andare: maggio, giugno e settembre sono i mesi migliori: meno caldo, meno folla, servizi tutti operativi. Luglio e agosto garantiscono il mare più caldo ma le prenotazioni si esauriscono prima.
• Cosa portare: tanta acqua, crema solare, cappellino e occhiali da sole. Porta scarpe chiuse e comode per le camminate e i sandali per la spiaggia.
• Costi: il prezzo complessivo di un’escursione organizzata include in genere il trasporto andata e ritorno da Marina di Campo, il ticket di ingresso al Parco e la guida. I valori cambiano ogni stagione: verificare direttamente con gli operatori e sul sito del Parco prima di prenotare.
• Prenotazione: online, tramite gli operatori convenzionati o attraverso il portale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. In alta stagione non lasciate la prenotazione all’ultimo giorno!
Da Piombino all’Isola d’Elba, il primo passo per Pianosa
Per organizzare al meglio l’escursione a Pianosa, l’ideale è fare base all’Isola d’Elba per qualche giorno. Avrai così il tempo di goderti le spiagge elbane e la comodità di trovarti già vicino al porto di Marina di Campo per la partenza.
Il modo più comodo e veloce per raggiungere l’Elba è salire a bordo dei traghetti Blu Navy sulla tratta Piombino-Portoferraio. In appena un’ora di navigazione comoda e rilassante sarai a destinazione, con la possibilità di imbarcare anche la tua auto. Una volta sbarcato a Portoferraio, Marina di Campo dista poco più di 20 km, mezz’ora di strada panoramica.
Scegli le date, acquista il tuo biglietto online con Blu Navy e preparati a scoprire i segreti di Pianosa!
Immagine di copertina: 📷 Foto: Carsten Steger /Wikimedia Commons – Aerial image of Pianosa (CC BY-SA 4.0)